(www.enopress.it). L'economia nell'utilizzo dell'acqua è un tema di grande attualità - Se ne sta occupando la Settimana Mondiale dell'Acqua a Stoccolma e ce lo ricorda la Tenuta Poggio Rosso in Toscana che da qualche anno ha intrapreso il percorso di riutilizzo dell'acqua evitando il ricorso alla falda acquifera
A Poggio Rosso queste tematiche sono di casa, già da tre anni è in funzione un lago artificiale per l’irrigazione della Tenutache evita di usare l’acqua della falda acquifera
Il rapporto FAO mostra che "il riutilizzo sicuro delle acque reflue può contribuire ad alleviare la competizione tra città e settore agricolo" afferma Pasquale Steduto, vice-direttore della Divisione Terra e Acqua della Fao. "Nei contesti adeguati, può anche aiutare a gestire il problema dello smaltimento delle acque di scolo urbane e dell'inquinamento della falda da esse causato".
"La nostra –dice Diego Monelli- è un’adesione convinta alla Settimana dell’Acqua perché questo percorso l’abbiamo intrapreso già anni fa. Quando arrivammo a Poggio Rosso i nostri progetti prevedevano la creazione di sei ettari di vigneto e altrettanti di pineta, un uliveto di due ettari, un parco privato e un bosco di macchia mediterranea. Eravamo consapevoli che mantenere tutto questo verde avrebbe richiesto il consumo di moltissima acqua. Così pensammo di poter realizzare un progetto che ci permettesse di essere autosufficienti, di evitare sprechi e di rispettare l’equilibrio ambientale: depurare della loro carica batterica le acque reflue del bacino della vicina frazione di Populonia e utilizzarle per l’irrigazione della Tenuta, evitandone in parte la dispersione nel mare". Così partì il progetto per la costruzione del lago artificiale, un bacino della capacità di circa 2300 metri cubi nel quale raccogliere l’acqua. Lo studio, dall’inizio delle analisi all’utilizzo delle acque confluite nel lago, è durato due anni. "grazie a questa opera non abbiamo bisogno di prelevare acque dalla falda -continua Diego- né per gli interventi di emergenza nel vigneto né nell’uliveto. E abbiamo anche un altro vantaggio: l’acqua depurata è ancora molto ricca di minerali, data al terreno integra e riduce l’utilizzo di concimi necessari alla vegetazione. Per questo nostro progetto di sostenibilità ambientale nel 2008 abbiamo anche ricevuto un riconoscimento dalla Provincia di Livorno".
Ma a fare le cose per bene ci si prende gusto e così Diego, insieme al padre, ha realizzato una cisterna interrata che raccoglie le acque piovane dai 700 metri quadri di tetti degli edifici dell’azienda. "Quest’acqua ci serve per annaffiare le aree verdi del parco intorno alla cantina e i viali alberati. Se quella piovana non basta (anche se quest’anno ne ha fatta tanta), è lo stesso lago che, collegato alla cisterna mediante un sistema di tubazioni, ce la mantiene sempre piena. E poi le acque del lago sono più ricche di minerali, a tutto beneficio della collezione di rose di mia madre".
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