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ENOPRESS TASTINGS N° 19 LUGLIO 2018

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ENOPRESS  TASTINGS

 N° 19  Luglio 2018 a cura di Mauro Maccario

                                                                                                                                    

 
 

I PROSECCO DI ECCELLENTE QUALITÀ DI LA TORDERA 

 

L’azienda agricola La Tordera si inserisce nel cuore dell'area di produzione del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, dell’oro spumante che ormai da parecchi lustri fa ricco quel territorio, a breve distanza da Venezia e dalle Dolomiti, e in queste fertili e preziose colline da quasi cento anni la famiglia Vettoretti trasforma le uve in eleganti vini, seguendo una tradizione maturata nel tempo a cui si affianca l’utilizzo delle più moderne tecnologie per la vinificazione.

 

0.LaTordera Esterno2 ph credits Alessandra Chemollo

 

La Tordera era ed è una collina di Cartizze dove il bisnonno Bepi possedeva la prima vigna. Fino al 2000 si produceva l’uva e si conferiva mentre si ampliavano pian piano i vigneti fino agli odierni 65 ettari. Da quell’anno sotto la guida dei pronipoti Gabriella, Renato e Paolo è nata l’attuale azienda e si è iniziato a vinificare, spumantizzare e imbottigliare il vino prodotto che è solamente spumante, specialmente nelle DOCG e DOC del Prosecco. La cantina, ampliata nel 2011 con criteri rispettosi dell’ambiente e del risparmio energetico, è a Vidor (Tv) praticamente al centro dei vari vigneti sparsi in alcuni dei 15 comuni della Denominazione, vigneti seguiti attentamente e con passione da Pietro assieme al figlio Renato che vi apporta quel briciolo di importante modernità. Paolo è l’enologo mentre Gabriella si occupa della vendita e dell’amministrazione.

 

La produzione si caratterizza per l’utilizzo di un ridotto livello di solfiti, a favore di un vino più sano e dalla maggiore bevibilità. La filosofia di ogni attività è identificata dalla parola chiave “Natural Balance”, orientata alla ricerca di un’agricoltura sostenibile e dal punto di vista ambientale, economico e sociale dalla terra alla cantina. La Tordera copre attualmente il 70% del proprio fabbisogno energetico utilizzando energie rinnovabili derivanti da pannelli fotovoltaici, dall’utilizzo degli scarti di legname del bosco e dal riutilizzo delle acque, utili per irrigare i vigneti nei periodi di siccità. Grazie a questo e grazie alla nuova cantina, realizzata all’insegna dell’ecosostenibilità ambientale, La Tordera ha ottenuto la certificazione CasaClima Wine. L’azienda aderisce inoltre anche al programma innovativo Rafcycle, finalizzato al riciclaggio degli scarti delle etichette.

 

0.LaTordera vigne

 

Partendo da una materia prima “pulita”, quel che poi viene trasformato in vino contiene solo i solfiti naturali dell’uva (18-22mg). Nel processo di spumantizzazione, la solforosa che viene utilizzata ha il solo scopo di disinfettare e proteggere il vino, ma è di tipo volatile e svanisce nel momento in cui il prosecco viene aperto e versato dalla bottiglia.

 

Otto in tutto gli spumanti di Prosecco della famiglia La Tordera tutti realizzati con uve proprie. Dal Prosecco Valdobbiadene Conegliano Superiore, prodotto nell’eccellente versione brut a zero zuccheri, nella versione classica Brut (Brunei), nella versione extra-dry (Serrai), al Cru millesimato prodotto con le uve delle colline del Tittoni. Treviso DOC dalle vigne giovani col frizzante Saomè, anche in versione ‘spago’. Ai Prosecchi si affianca uno spumante il Gabry. Un particolare rosé prodotto con il 70% di Merlot vinificato in bianco e parte di Incrocio Manzoni (Raboso Piave per Moscato d’Amburgo), una produzione iniziata nel 2008, dedicata al mondo femminile.

 

I MERCATI DI RIFERIMENTO

L’azienda è cresciuta negli anni grazie al mercato italiano, che oggi rappresenta il 60% mentre l’export assorbe il 40% della produzione. Il Prosecco La Tordera viene venduto in 25 paesi e, in particolare, in Svizzera, Gran Bretagna, Olanda, Belgio e Francia. L’azienda guarda anche a mercati come gli Stati Uniti, il Canada e l’Australia che potrebbero dare impulso ulteriore alle vendite ed al fatturato che, a fronte di 1,2 milioni di bottiglie, nel 2017 ha raggiunto i 7 milioni di euro. Oggi, grazie al recente investimento, la superficie aziendale è duplicata: la novità più importante è rappresentata dall’area per l’accoglienza con nuovi spazi ed un moderno show-room per la vendita e l’ospitalità, con nuovi percorsi di visita e degustazione, grazie ai quali sarà possibile effettuare una vera e propria immersione nel territorio e nei 65 ettari vitati di proprietà. Quest’anno La Tordera festeggia anche i 100 anni di vita della prima vite di Cartizze con una versione “limited edition” del Cartizze Dry La Tordera.

 

LE ELEGANTI BOLLICINE DE LA TORDERA

 

BRUNEI BRUT VALDOBBIADENE PROSECCO SUPERIORE DOCG

 

BRUNEI VALDOBBIADENE DOCG SUPERIORE BRUT 2017

Assemblaggio di Glera (85%), Bianchetta (10%) e Verdiso (5%), presenta un colore giallo paglierino scarico brillante ed un perlage fine. Naso fresco e intenso nelle iniziali note floreali di glicine, acacia e lavanda, per poi offrire riconoscimenti di pera e mela verde, kiwi, arancia bionda e melone bianco con sottili sfumature di cipria e sentori di gesso. Cremoso e bilanciato in bocca, il vino è dotato di una bella tessitura gustativa con una sinergia acido-sapida ben integrata. Buona la persistenza con un retrogusto che ripropone la prugna selvatica poco matura.

 

0.LaTordera Et Celebrativa 100.14

 

CARTIZZE VALDOBBIADENE DOCG DRY 100 2017

Altro assemblaggio di Glera (85%), Bianchetta (10%) e Perera (5%), dal colore giallo paglierino con riflessi verdognoli e perlage persistente a grana minuta. Si apre al naso con profumi fruttati di mela, pera abate e albicocca, e con sentori floreali di tiglio e glicine ed uno spiccato profumo di mandorla. Al palato è sapido ed armonioso, si ritrova la sensazione di pera, ma delicata, non invadente e una buona acidità. La beva risulta molto morbida, fresca e sapida, con una leggera nota ammandorlata, una bella intensità e persistenza.

 

0.TITTONI RIVE DI VIDOR DRY 2017 VALDOBBIADENE DOCG La Tordera

 

TITTONI VALDOBBIADENE DOCG “RIVE DI VIDOR” DRY 2017

Una delle punte di diamante della produzione La Tordera rende omaggio a uno dei vigneti più storici dell’azienda denominato “Rive di Vidor”, in passato proprietà di un illustre personaggio del paese chiamato il cavalier Tittoni, che dopo la distruzione della sua filanda, avvenuta durante la Prima Guerra Mondiale, ha donato tutti i suoi terreni alla Scuola Materna di Vidor. Assemblaggio di Glera (85%) e Perera (15%), il Prosecco Tittoni ha un perlage persistente e a grana minuta. Presenta un colore brillante, giallo paglierino con riflessi dorati e un profumo complesso e intenso con sentori di mela gialla acerba, susina gialla, e un bouquet di fiori bianchi in cui predomina la rosa bianca, una leggera speziatura e balsamicità. Incisivo al palato, con un’ottima struttura e buona sapidità che invita alla beva con ricordi di frutta gialla.

 

Az. Agr. La Tordera ss di Vettoretti Pietro & Figli – Valdobbiadene via Alnè Bosco 23, 31020 Vidor (TV), tel. 0423 985362, www.latordera.it  -  

QUALCHE NOTIZIA SUL PROSECCO

 

La parola Prosecco ha un’origine territoriale. Uno dei possibili etimi del termine, infatti, riporta al toponimo Prosecco, frazione del Comune di Trieste, sull’altopiano carsico (quasi in Slovenia), che raccoglie nel suo territorio gli splendidi vitigni da cui si ricava l’omonimo vino. Tra questi, quello delle uve Glera, dai lunghi grappoli e dagli acini dorati, che costituiscono l’85% delle bacche utilizzate nella produzione del Prosecco. La nascita storica del vino, quindi, ci riconduce proprio al Friuli-Venezia Giulia. La fama delle bollicine DOCG proviene però dalla zona del Conegliano Valdobbiadene, in Veneto, dove tuttora si realizza la maggiore produzione del vino.

 

0.Prosecco territorio

 

Il termine Prosecco è conosciuto già dal 1754 (si trova nel libro Il Roccolo Ditirambo di Aureliano Acanti), e dal XVIII secolo è noto oltre i confini italiani. Ma se tornassimo a ritroso nella storia fino all’epoca del primo impero romano, troveremmo anche un’altra traccia della remota conoscenza di questa tipologia di vino: Livia, moglie di Augusto, amava bere il Puxinum “Pucino” (che l’imperatrice considerava il segreto della sua vecchiaia) il quale, come scriveva Villafranchi nel 1773 nel saggio Enologia Toscana, era detto “Prosecco”, e le uve si raccoglievano “nel pendio del monte di Contuel in faccia al Mare Adriatico, poche migliaia distante da Trieste“.

 

0.prosecco uva

 

Forse noto ai latini, probabilmente originario del Friuli-Venezia Giulia, alla fine dell’800, con la fondazione della Società Enologica, il Prosecco veniva indicato come vino da diffondere e promuovere. Fatto sta che, da allora, l’apprezzamento da parte degli italiani è salito di livello: divenuto IGT negli anni ’90, dal 2009 ha raggiunto la Denominazione d’Origine Controllata (DOC).

 

All’interno del vasto territorio della denominazione di base Prosecco DOC, si distingue per la sua eccellenza qualitativa la ristretta area storica di Valdobbiadene che diventa Denominazione di Origine Controllata e Garantita, ed il cui vino prende il nome di VALDOBBIADENE PROSECCO SUPERIORE.

 

0.prosecco privee cartina

 

Il Valdobbiadene si coltiva nella parte settentrionale della Marca Trevigiana, da Colle Umberto sino a Valdobbiadene, l’antica Valduplavensis “...ove eternamente fiorisce la vite...” (S.Venanzio Fortunato 535-603 d.C.). Si può senz’altro affermare che Valdobbiadene costituisce il distretto più interessante dal punto di vista qualitativo. Infatti i vigneti che la circondano da sempre forniscono il Prosecco più fine e profumato.

 

Quindici comuni fanno parte di questa zona incantevole, equidistante dalla montagna e dal mare, a una distanza di circa 50 km da Venezia, tra i paesi di Conegliano e Valdobbiadene: Cison di Valmarino, Colle Umberto, Conegliano, Farra di Soligo, Follina, Miane, Pieve di Soligo, Refrontolo, San Pietro di Feletto, San Vendemiano, Susegana, Tarzo, Valdobbiadene, Vidor e Vittorio Veneto.

 

0.Zona del Superiore di Cartizze DOCG

 

Cartizze è il nome di una ristretta e pregiata area di soli 106 ettari, che si trova nel cuore del territorio di Valdobbiadene. Il Cartizze o, più precisamente, il Valdobbiadene Superiore di Cartizze, rappresenta la più alta espressione enoica di queste terre.

 

Nell’uvaggio del Prosecco oltre al Glera (uva un tempo chiamata Prosecco) si possono utilizzare anche piccole quantità di vitigni autoctoni quali Bianchetta, Perera e Verdiso, importanti per la tipicità e la complessità del prodotto finale.

 

 

   

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